Archivi del mese: ottobre 2015

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(La Via della Trasformazione…) Un nuovo paradigma

Il 15 Ottobre 2015 è stato rilasciato in Italia il mio nuovo lavoro: un libro pubblicato dalla Sperling & Kupfer. Si chiama La Via della Trasformazione Personale.

La domanda a cui cerca di rispondere, in fondo, è molto semplice:

“Possono i ‘paradigmi’ correnti essere la risposta alle sfide che il mondo contemporaneo ci sta chiedendo di affrontare?”

Sono fortemente convinto che la risposta a questa domanda sia contenuta nell’accurato lavoro che gli autori del Movimento Transpersonale (il ‘transpersonale’ è lo studio del potenziale umano in senso più ampio) stanno cercando di portare avanti – con rigore e passione – da diversi anni.

Questi eminenti autori, anche se in modo diverso, hanno tutti detto che è necessario sviluppare un nuovo modo di vedere le cose.

Pensare a partire da un nuovo paradigma.

Sviluppare un nuovo paradigma, in particolare, è necessario se vogliamo lavorare in profondità sulla nostra Trasformazione individuale e collettiva.

Infatti, per realizzare cambiamenti ‘leggeri’ – di ‘lieve entità’ – possiamo tranquillamente usare tecniche, lavorare sul cambiamento di abitudini, di comportamenti, di ambiente.

Ma se vogliamo lavorare in profondità e con consapevolezza, e soprattutto fare in modo che i cambiamenti da noi apportati siano sostenibili a lungo termine, è necessario lavorare sul paradigma a partire dal quale vediamo il mondo.

Ma che significa paradigma?

La parola paradigma deriva dal greco paradeigma, e nel tempo ha assunto il significato di “visione del mondo”.

La definizione di Adam Smith, contenuta nel suo Powers of the Mind, è questa:

“Un paradigma è un insieme di assunzioni condiviso. Il paradigma è il modo in cui percepiamo il mondo; l’acqua per i pesci. Il paradigma ci spiega il mondo e ci aiuta a predire il suo comportamento”.

Evidentemente, se sia a livello individuale che a livello collettivo non stiamo ottenendo i risultati che vogliamo, il paradigma a partire dal quale guardiamo il mondo deve essere aggiornato.

Per anni nel settore della Crescita Personale si è parlato dell’importanza del cambiamento. Ancora oggi, si scrive e si parla moltissimo di cambiamento.

Quello che introduce il libro La Via della Trasformazione Personale è un nuovo paradigma, un nuovo reame di possibilità.

Ciò che sto cercando di suggerire è che la Trasformazione Personale è una disciplina distinta, che differisce da alcuni campi simili, ma non uguali, come quelli del Miglioramento Incrementale e del Cambiamento Personale.

Perché è distinta?

Perché ogni disciplina si basa su una serie diversa di Presupposti.

Robert Dilts, eminente esponente e ricercatore della PNL, in un articolo ufficiale apparso sulla NLP University ha scritto:

“I presupposti epistemologici sono credenze profonde e spesso non affermate esplicitamente, che generano il fondamento di un particolare sistema di conoscenze. In quanto fondamento di una epistemologia, essi devono essere “presupposti”, e non possono essere provati. Infatti, essi [i Presupposti] costituiscono le fondamentali assunzioni sulle quali tutti gli altri concetti e idee […] sono provati. Euclide, per esempio, costruì la sua intera geometria sul concetto di ‘punto’. Un punto è definito come ‘una entità che ha una posizione ma non ha massa, colore o forma. È certamente impossibile provare che un punto realmente non ha massa, colore, forma eccetera. Comunque, se accetti questa presupposizione, insieme a delle altre, tu puoi costruire un intero sistema di geometria […]”.

Ogni disciplina ha i suoi Presupposti: un proprio corpo di conoscenze fondato su alcune assunzioni implicite.

La disciplina della Trasformazione, in quanto campo a se stante, ha certi presupposti e possiede un preciso campo di indagine.

Il primo di questi Presupposti è che – a differenza del reame del Cambiamento (che indaga il fare e i comportamenti), – la Trasformazione indaga la natura dell’Essere.

Ma non di un ‘essere’ qualsiasi.

NON dell’ ‘essere’ di Dio, di un oggetto, o di una pianta.

La Trasformazione indaga la natura e la struttura dell’Essere dell’uomo, e genera – a partire da questa indagine – delle tecnologie atte a trasformarlo.

La Trasformazione è un dominio che indaga la natura dell’Essere dell’uomo e condivide una serie di idee, distinzioni e strumenti per elevare il nostro ‘livello d’essere’.

Stanislav Grof, eminente esponente del Movimento del Potenziale Umano, ha chiamato “tecnologie del sacro” alcune di queste idee e distinzioni.

Un’altra idea della Trasformazione Personale è questa, e ne parleremo in modo più approfondito negli articoli successivi che sto preparando per te.

L’Essere è qualcosa di distinto dalla Mente

Questa semplice e profonda idea – che ciò che SEI è qualcosa di differente da ciò che PENSI – è alla base di tutti gli approcci e le metodologie della Trasformazione Personale, e forse la persona che ha più sottolineato questa distinzione chiave è Roberto Assagioli, padre della Psicosintesi.

Ti faccio un esempio di cosa vuol dire, praticamente, che ciò che SEI e ciò che PENSI sono due cose distinte.

Spesso i giovani della mia generazione sentono di “non essere”.

Sentono che “qualcosa manca” alla loro vita, alla loro esperienza.

Quando sentono questo, di solito reagiscono con una serie di modi: possono cominciare a lamentarsi, a immergersi negli ‘obiettivi’ che qualcuno ha dato loro, possono sentirsi apatici e senza alcuna motivazione, e così via.

Alcuni – quei pochi che ricercano – possono cominciare ad appassionarsi a settori relativi al ‘miglioramento personale’.

Così leggono libri che insegnano a lavorare sulle “convinzioni limitanti” o a sviluppare un’ “autoimmagine” più positiva.

Sono tutte cose che possono essere utili, ma lavorano su un dominio particolare, che NON è quello della Trasformazione.

Infatti, anche se migliorare la propria autoimmagine o migliorare le proprie convinzioni può essere utile, nessuna di queste cose è la CAUSA o la SORGENTE del tuo modo di Essere.

Queste cose possono spiegarti perché ti senti in un certo modo, ma raramente ti aiutano a recuperare l’ESPERIENZA di te stesso (ed è di quella, che le persone hanno nostalgia).

La Trasformazione non è il territorio della spiegazione: è il territorio dell’ACCESSO alla tua essenza fondamentale.

Se ti osservi interiormente, e lo fai in modo onesto, ti renderai conto che le convinzioni e l’immagine di te NON sono l’Essere. Infatti le convinzioni cambiano, l’immagine che hai di te cambia, le tue emozioni cambiano… ma il tuo Essere, quel Centro Interiore che è sempre presente, resta.

L’Essere non è la somma del pensiero. Non è il prodotto di ciò che leggi. Non è l’insieme dei certificati che hai.

Ciò non significa che lavorare a questi livelli non serve.

L’apprendimento, lo studio, il cambiamento, sono tutte cose utili, spesso necessarie.

Il punto è che non costituiscono la sorgente del tuo Essere, che è interna.

Il punto è che quando comprendi i Principi alla base del tuo modo di essere, diventi capace di gestire in modo sempre più consapevole e intenzionale la variabile più importante di tutta la tua vita.

La Trasformazione Personale è quel dominio che spiega con chiarezza alcuni dei Principi che regolano il funzionamento del nostro modo di essere.

E nel libro La Via della Trasformazione Personale, ti prenderò per mano e ti spiegherò quali sono.

Come ho scritto altrove, ho impiegato diversi anni, migliaia di euro investimenti e in formazione e tantissimo lavoro interiore prima di comprendere l’essenza di questi principi. Prima di arrivare a questa grande sintesi.

Ora hai questa sintesi a portata di mano…

Fanne Buon Uso.

Mauro Ventola